È nella solitudine della steppa, nel silenzio, nelle mie oscurità, che trovo ciò di cui sono fatto.

 

mercoledì
19mar2008

Altalena (e altre amenità da far quadrare)

Qui, la primavera, che da noi significa estate, ancora non è arrivata. Il che è strano. Passaggio lungo, rasoterra, e bambini che vanno sull’altalena senza cadere con - udite udite - un padre che all’ora di pranzo ha il tempo di stare una mezz’ora con lui. Nel frattempo il mio iPod comincia a dare i classici segni dell’obsolescenza programmata con la quale svarie case produttrici di stronzate & Co. inducono il mondo intero a consumare consumare consumare e tagliare pezzi di foresta ogni giorno e cose del genere.

A proposito di cose del genere, e di passaggi e altre cose che non quadrano: qua la moto nuova tarda ad arrivare. Oggi chiamo, e vediamo. Ma tanto piove un po’ sì e un po’ no. Soprattutto un po’ forse. Il forse è peggio, induce al letto di pomeriggio (ah, quei pomeriggi a letto di tanto tanto tempo fa…) che non si sa se andare o restare. Come se dovesse dirtelo il cielo e qualche goccia di pioggia se andare o restare. Comunque.

La moto tarda ad arrivare (e due). Il che è male, perché al di là del fatto che forse piove, qui basta un giro di orologio e arriva l’estate e via allora con il profumo nel naso per scegliere da che parte andare un secondo dopo averla accesa, la moto. Ma vabbé. Natale asciutto Pasqua bagnata. Ma Natale scorso è stato molto bagnato, ergo    qui girerà a sole pieno in un quarto d’ora.

La moto tarda ad arrivare (e tre). Il che in questo caso è ininfluente, che stasera porto mio padre (ergo niente moto) a vedere Lazio-Roma, cioè, a vedere la Roma, che è l’unica squadra della capitale. Mio nonno portava lui e io ora porto mio padre. Il che significa che io come figlio non sono mai stato portato allo stadio da lui. Male: mio figlio lo porterò eccome. E comunque stasera lo faccio accomodare lì, a vedere che cosa è diventato l’Olimpico dagli anni in cui era bambino lui a oggi e a capire che forse in poco più di trentanni di vita mia una volta a vedere la Roma mi ci poteva pure portare, no?

E in ogni caso, stasera portiamo a compimento la presenza di tre generazioni di romanisti. E la quarta pare che da una parte o l’altra stia proprio per arrivare. Vedremo. Intanto speriamo nel Tacco di Dio o nel Maradona dei Balcani. Ma mi sa che segna Aquilani. Totti invece è certo.

Ah, ultima cosa: stanno sventrando il mio manoscritto. Ho una sensazione strana. Sarà questa primavera in ritardo… 

 

mercoledì
12mar2008

Pearl Jam - The last...

Ecco, io non me lo ricordo… Il che, a pensarci bene, ha tutta l’aria di essere una cosa utile
venerdì
29feb2008

18 anni...

venerdì
15feb2008

Tutti contro tutti: come far cadere un motorino e fregarsene

Allora, stamattina mi hanno sdraiato il motorino (e quello di un altro) all’interno del parcheggio del condominio.

Parcheggio interno, chiuso da sbarra regolamentare, e regolarmente pagato mensilmente.

Ora, il tizio che ha fatto la cosa, facendo manovra, non dico che si è assunto la responsabilità, ma non ha neanche fatto il minimo cenno di rialzarli. Li ha lasciati lì per terra. Entrambi moooolto danneggiati.

Nessuno ha visto, né sentito. Solo il portiere, a un certo punto, li ha trovati per terra e li ha rialzati. E si è ricordato di chi era uscito con la macchina un attimo prima. Ora metto un bell’annuncio. Poi vediamo.

So che non si farà vivo nessuno. Che oggi, l’inciviltà aumenta.  

mercoledì
13feb2008

Voragine

Ecco cosa. Una voragine. Si apre nello stomaco e mi lascia tramortito per ore. Da anni.

A ricordare la mia vita mutilata. Tutto dipende da quante volte, nel corso dei giorni, arrivano momenti come quello.

Da sé non si chiude. Non si chiuderà, lo so.

Ma devo trovare un sistema per riempirla. Perché così non si vive. Così al massimo si lavora e poco altro.

 

 

martedì
12feb2008

Alla ricerca del mezzo #1

Allora serve una cosa vera. Nel senso che non si possono affrontare migliaia di Km con un attrezzino che sia meno di 5/600 di cilindrata. Serve dunque un mezzo adatto a grandi distanze. Che saranno coperte in due, con bagaglio al seguito: ridotto al minimo (per quanto mi riguarda) ma mai meno del triplo del mio (per quanto riguarda la Carreras). La stessa ha già annunciato mirabolanti acquisti di vestitini estivi in Provenza (che saranno spediti a casa ogni tot tramite uffici postali francesi) ma in ogni caso, ci sarà da portarsi un bel po’ di roba.

Ergo… la caccia continua. 

martedì
29gen2008

On The Road in Provence

La Carreras si è convinta a fare - udite udite - un viaggio in moto la prossima estate.

La cosa è clamorosa, poiché che una cantante lirica decida di affrontare un viaggio senza cappelliere, bauli, portatori, fringe benefits e alberghi ad almeno 4 stelle ha del sensazionale (fidateve). Per di più la cosa implica - ari-udite udite - l’indispensabile acquisto della moto. Che è - hehe… - affar mio.  

Cosa che mi porta indietro nel tempo. Diciamo una decina d’anni quando smanettavo sul gas ed ero libero come il vento. Ora, naturalmente non si tratterà di prendere una moto sportiva (l’ultimo missile che avevo non l’ho più guidato da anni) però… un bell’attrezzo per fare migliaia di chilometri ci vuole, eccome.

Dunque, sia aperta la caccia. Mia per il mezzo. Della Carreras per i bed & Breakfast.

E poi sarà di nuovo vento…