10:54AM

Amigo Mio, pettinamo e bambuli

Veltroni l’Obamiano (anche detto “Veltroni l’Africano” o, “Un americano a Roma”) dovrà stare attento a tanti altri segni particolari, per quanto riguarda i suoi competitor, che non saranno certamente relativi al colore della pelle sul quale invece si discute in questi giorni in ogni angolo del globo terracqueo. 

D’Alema, Red di rabbia, ha anche aperto una sua televisione nazionale (che si chiama, appunto, Red) per affilare armi e baffi al fine di distruggere il nostro dabliu nazionale. Le elezioni europee sono vicine, e se anche Berlusconi punta dritto, senza un filo di presunzione ma con una tonnellata di scongiuri degli italiani, a vivere fino a 120 anni, e dunque a sedere dentro il Palazzo almeno fino a 119 (anche perché appena esce entra in Tribunale), qui c’è da rimboccarsi le maniche per costruire una bella diga che con spirito ultramodernista e riformatore si è deciso di estendere da Casini a Bertinotti, passando per Di Pietro, i Socialisti e perché no, anche i Radicali da poco scissi dai digiuni di Pannella che fanno dimagrire solo la Bonino.

Insomma, altro che Prima Repubblica, altro che Ulivo Bis, qui si va ben oltre il pentapartito. Praticamente D’Alema sta rilanciando una soluzione calcistica che potrebbe essere definita del centro campo a rombo con centravanti di sfondamento. Un solido 4-4-2 con tornanti di vario genere (in ballo anche Mastella) e Veltroni, ovvio, panchinaro fisso. Tutti della vecchia guarda, s’intende. Per quanto attiene ai Primavera li si lascia ad ammuffire ancora nel vivaio delle Università.

Eppure tutto questo non servirà a nulla. Anche in Italia come negli Usa, ci sarà il nuovo - e lo straniero - che arriva. Hanno già imparato tutto dai mega spot di Barack dell’ultimo periodo pre-elettorale, e se non ve ne siete ancora accorti nel nostro Paese stanno già tempestando le televisioni di reclame pubblicitarie per iniziare la marcia verso Montecitorio.

Il prossimo Presidente del Consiglio sarà Romeno. Così almeno, le mignotte ministro avranno ragione di causa.

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 09/11/2008)

2:25PM

Una cordata per l'Università

In quest’Italia di Presidenti del Consiglio quasi ottantenni, di sessantottenni in servizio rivoluzionario permanente effettivo, di meglio gioventù fumate, di senatori decadenti, di Rita Levi di Montalcini riesumate, di Napolitani dormienti e Raffaelle Carrà ballanti, di Pippi Baudo deliranti, Toscani, Fuksas e monolitici direttori di giornale eterni, una sola categoria poteva continuare a far perpetrare il cariatidismo perenne: quella dei giovani. Scendono in piazza con i baroni invece di cacciarli a pedate nel culo. Quei giovani brizzolati fuori corso di professione che finalmente si sistemano a vita con l’okkupazione delle Università per reclamare il loro posto di lavoro da laureandi a tempo indeterminato - per una volta almeno - contro il precariato che c’è fuori dalle sordide aule degli atenei. La riforma Gelmini che riforma non è va abbattuta, perché oltre ai tagli non prevede la pensione a chi sverna negli anni accademici, non prevede l’assicurazione sanitaria né la cassa integrazione per chi è fuoricorso, non prevede i contributi ogni mese per gli studenti e per le assistenti degli studenti né gli scatti di anzianità. Non c’è una nursery e le ferie non sono pagate, ci si alza presto la mattina e qualche volta si lavora anche nel week end, tra la discoteca del sabato e lo stadio la domenica. E i libri bisogna anche comprarli, oltre che studiarli e sottolinearli così poi non li puoi neanche rivendere. Soprattutto, all’Università c’è un mobbing mostruoso: ogni due per tre ci sono verifiche e corsi di aggiornamento dove addirittura mettono anche i voti. E poi basta con il solito tran tran: sempre a fare le stesse cose e mai una gita in pulmann a Ravenna. Soprattutto, c’è una cosa che ai giovani vecchi fuori corso non va proprio giù, che tra gli altri anche la frequentazione delle Università non sia riconosciuta come lavoro usurante. Proponiamo un cambio di Ministro: al posto della Gelmini bisogna mettere Brunetta con i tornelli, così le mamme potranno almeno controllare (se non imporre ai professori il 30 e lode per i propri bimbi) che almeno i ragazzi non facciano sega. Altrimenti, non ci sono scuse, bisogna trovare una cordata che li acquisti in blocco, professori studenti e ricercatori. E che poi li rivenda. Alle fabbriche.

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 02/11/2008)

3:19PM

Vietato non Vietare

 Nel migliore dei mondi possibili, in quello più libero, liberale, liberista e libertino non si può più neanche pisciare sui muri. Figuriamoci piazzare un paio di derivati in giro, o decidere chi deve pagare la crisi della banche e quella delle automobili. Peggio del fascistissimo divieto di radunarsi in più di cinque persone, questa volta precipitiamo a tre - come nel comune di Novara dalle 23 e 30 in poi - presto passeremo a due e quando non potremo neanche più riunirci da soli, a parlare contro il muro, ci rimarranno sono le pugnette nel bagno di casa nostra. Per ora i menage a trois sono salvi, però. Salvo il fatto che non ci si può tatuare a Bologna né farsi il piercing, non si può chiedere l’elemosina ad Assisi con buona pace di San Francesco, non si può bere alcolici nelle ore serali oppure bibite in vetro a Brescia, Ravenna, Genova e Prato oltre che Torino e Perugia. Se avete borse troppo grandi non andate in giro a Pisa, Firenze e Venezia altrimenti venite scambiati per vu cumprà; se vi sentite stanchi non vi sdraiate sulle panchine a Vicenza e cedete sempre il posto agli over 70; guai a farsi fare un pompino in macchina dalle parti di Salerno, a Eboli per la precisione, dove anche per un solo bacio potete essere multati con 500 euro. A Forte dei Marmi non potete tagliare il prato con un tagliaerba né il sabato né la domenica, una sorta di blocco anti inquinamento; a Verona non si può fumare più neanche nei parchi pubblici e ancora a Monte Argentario sta per scattare il traffico illegale di gomme americane: vietata la vendita su tutto il territorio comunale. A Firenze non si possono sbattere le tovaglie in finestra e a Roma, lo si sa, se non sei ministro o qualcosa di più non ci si può sbattere neanche più le romene sulla Salaria. No ai massaggi a pagamento in spiaggia e nemmeno scavare buche o fare castelli a Eraclea oppure indossare zoccoli a Pisitano o sedere per terra a Capri. E insomma basta, poi dici che il turismo è in crisi e gli italiani incazzati. E che è ora di mettere l’esercito in piazza. E qualche strizzacervelli nelle sedi comunali no?

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 26/10/2008)

3:51PM

E ora che si fa?

 

 

Che l’immissione di denaro pubblico fosse semplicemente un modo per far speculare ancora sulle borse e non avrebbe portato a nulla, se non a un nuovo calo e a terrorismo finanziario globale, lo si sapeva (a meno di leggere il 99% dei quotidiani in circolazione); che la storia della surroga dei mutui sarebbe stata l’ennesima inculata per gli italiani pure; che Pannella avrebbe scioperato non mangiando fino a ottenere la votazione a oltranza sulla Rai anche; che D’Alema a baffi stretti sarebbe intervenuto alla presentazione della tv di Veltroni pure; che gli italiani a rischio povertà siano quasi a quota 15 milioni lo si poteva immaginare da un pezzo, che a Saviano prima o poi gliela avrebbero giurata anche, e forse, vista la qualità delle scorte in Italia, si può prevedere già qualcosa e fa bene il ragazzo a levarsi di torno da questo paese; che Marco Travaglio prima o poi sarebbe stato diffamato e condannato era nell’aria già da un po’, soprattutto da quando ha iniziato a mettere le mani sulle veline che altrimenti sarebbero finite in pasto al Cavaliere; che la Granbassi scegliesse Santoro e Annozero piuttosto che fare la muffa in qualche caserma dichiarando “Addio all’arma scelgo la Tv” che del resto è un’arma ancora più contundente era come vincere un tredici al totocalcio, oltre al fatto che adesso possiamo sperare anche in qualche abito meno monacale - insomma vogliamo vedere come è messa sotto; che si arrivasse alle classi separate per gli stranieri a scuola era fatto di giorni, ma che le star del governo in carica siano acclamate e individuate in Tremonti, Gelmini e Brunetta non lo si poteva proprio prevedere e soprattutto non lo si può proprio sopportare. 

È roba da voltastomaco, da fumetto, da Cinico Tv. Berlusconi si deve muovere immediatamente: c’è bisogno di un rimpasto di governo. Magari cercando tra qualche carcere dove Alemanno sta sbattendo (senza ironia) le povere meretrici d’oltre Adriatico, oppure dalle parti di qualche politichessa in cerca di cambio casacca, o ancora, e almeno, dai prossimi calendari 2009 in imminente uscita.

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 19/10/2008)

 

2:14PM

Me ne frego!

Mentre Berlusconi se ne frega di Veltroni che tanto governa a colpi di maggioranza, mentre Chavez se ne frega della crisi economica che tanto loro l’hanno buttata a mare da un pezzo, l’economia; mentre Brunetta se ne frega dei dipendenti pubblici e Spinetta degli esuberi dell’Alitalia che fu; mentre le compagnie petrolifere se ne fregano del petrolio che scende e lasciano il prezzo di benzina e gasolio alle stelle; mentre il Pd se ne frega di Di Pietro e gli intellettuali al soldo del potere se ne fregano del Manifesto che chiude; mentre Ferrara se ne frega di Otto e mezzo che non lo segue più nessuno e Santoro delle obiezioni che gli ospiti gli fanno in trasmissione; mentre l’Italia se ne frega dell’Isola dei Famosi e Fede di lasciare spazio a Europa7 come l’Europa gli chiede di fare; mentre il ministro della cultura se ne frega dell’analfabetismo degli italiani e Alemanno delle mignotte per strada; mentre gli economisti embedded se ne fregano di ammettere che hanno sparato un mare di cazzate negli ultimi trent’anni e continuano a dispensare consigli su come investire e come no; mentre gli americani se ne fregano di Obama e Mc Cain che piuttosto è importante riuscire a pagare le rate del mutuo e allora ben venga un’altra guerra in Iran per aumentare la produzione militare e il Pil; mentre Putin se ne frega della Rice e Bush del pantano in Iraq; mentre le banche in crisi se ne fregano del taglio della Bce perché tanto ci pensa l’Euribor a tenere alti i tassi; mentre la Mambro se ne frega di quello che scrivono i giornali per aver ricevuto la libertà e Sofri se ne frega di chiedere la grazia senza rinunciare a discettare su terrorismi e compagni che sbagliano; mentre noi ce ne freghiamo delle querele che ci arrivano e di quelle che dovrebbero partire; mentre tutto questo accade, c’è una cosa inammissibile che deve essere respinta con sdegno e forza: l’Inter con i soliti favori arbitrali si appresta a vincere il suo terzo campionato di cartone consecutivo. Il che può avere effetto ipnotico dannoso, visto che tutto sta crollando e noi neanche ce ne accorgiamo.


(Pubbl. su Veleno Settimanale del 12/10/2008)

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