10:40PM

Chi mi registra Paolini lunedì?

L’ho segnato tre volte nell’agenda del telefono. Con tanto di tre allarmi.

L’ho segnato domenica alle 13 con qualcosa tipo “domani paolini”. Poi lunedì alla stessa ora con “stasera paolini”, e quindi alle 20 e 30 con sopra scritto “paolini alle 21 e 30 su la7!”.

Ma io non potrò vederlo, perché mi sono ricordato che alle 21 devo andare a tenere una conferenza sullo scatafascio dei media nel nostro paese (e nel mondo). Ergo: mi perderò il fantastico spettacolo di Paolini, in diretta, su La7, alle 21 e 30 di Lunedì. 

Urge che qualcuno me lo registri, che non ho neanche il tempo di capire come funziona l’attrezzo che ho comperato e che permette di vedere e registrare la televisione sul computer, dunque io non posso registrarlo.

E non posso perderlo. Aiuto, please.

10:17AM

Polvere e silenzio

E aria pura. Stavolta ho riscoperto i sentieri e gli alberi, e un lago all’orizzonte. I single track mi attraggono infinitamente. Metafora di vita, della mia, a pensarci bene. Era tanto tempo che non mi allontanavo dal traffico e dal mondo assordante.

Sono i colori più belli questi. L’autunno è senza ombra di dubbio la mia stagione. Solo rumore di ruote che scorrono e rami schiacciati e foglie e respiro appena affannato. E odore di tundra lì nel bosco. Transizione stagionale, ancora una volta… e mente finalmente sgombra, per qualche ora, almeno, prima di tornare indietro nella grotta a fare il nuovo piano di lavoro.

2:39PM

No ma, per dire, le mie playlist sono veramente cazzute

Parlo di quelle di RadioAlzoZero

A parte quelle di Ferdinando che vabbé, direi che le altre sono veramente belle. Me ne (ri)accorgo oggi, una Domenica piovosa passata in redazione a studiare e mettere a punto il prossimo numero del mensile (e come al solito a fare altri tre, quattro o cinquecento progetti). Ora, ok che sto facendo atti d’imperio assoluto, stravolgendo il palinsesto e caricando i brani del mio mood quotidiano - in pratica sto quasi scegliendo brano per brano tra i 20.000 in archivio - però, potrò farlo no?

È ora che mi rimetta sotto (e metta sotto altri della redazione) per fare parecchie cosucce, in radio. È un mezzo strepitoso, come l’intuizione che ebbi ormai più di quattro anni addietro nel fare la webRadio a mia immagine e somiglianza. Poi è venuto il tempo del mensile, d’accordo. E della webTv. E dell’avere gente alla quale dare lavoro e tutto il resto. Però la radio, che passione…

12:08PM

Tre giorni di studio e sport (il giardinaggio può attendere) 

I 100 metri quadri del piano di sotto (quello sotto sotto, intendo) sono un delirio di libri e computer e cd e cianfrusaglie in giro. E quando dico in giro dico proprio in giro ovunque. Per terra sui tappeti sulle sedie sulle scale sul tavolo 1 e sul tavolo 2 oltre che sul gradone del caminetto

Bene così, ovviamente. Tre giorni in assoluto silenzio per studiare, scrivere e andare in bicicletta a pensare. Il giardino sta esplodendo ma non fa niente, può attendere. Sabato mattina mi sono svegliato prima dell’alba in preda a un delirio di desiderio. Desiderio di conoscenza. Afghanistan, per la precisione. Per l’intervento che devo preparare per la serata di Giovedì. Ho tirato giù una decina di tomi da rivedere e chiosare e mi sono fatto una mappa. Che una mappa ci vuole per mettere insieme il casino che è avvenuto e avviene laggiù, con buona pace dei media occidentali che raccontano cazzate (e della stragrande maggioranza delle persone che ancora, tra le altre cose, confonde i Signori della Guerra con i Talebani…).

Uniche interruzioni, piacevoli sia l’una sia l’altra, sono state una telefonata fiume con Massimo Fini per le ultime notizie sui Talebani e l’incontro con Vittorangelo Orati, nella sua casa stracolma di libri e cultura, in quel di Viterbo. Uno di quei professori che la nostra Università truccata e cooptata relega ai margini, e che invece dovrebbe essere letto e ascoltato ovunque. Ci penseremo noi de Il Ribelle, per quanto possiamo, a rendergli onore.

Tre giorni meravigliosi, insomma. A cellulare spento, per giunta.

2:50PM

Karen, Pearl Jam, ritrovarsi

Capita. Che senta il bisogno del tempo del nulla. Silenzio solitudine e nido per ritrovare le forze. La convinzione.

Oggi mi è arrivato il reportage dalla Birmania, sul popolo Karen, del nostro inviato. Uscirà sul prossimo numero della rivista. È straordinario. Toccante. 

E una foto incredibile proprio da lì. E ho ascoltato il nuovo brano Just Breathe dei Pearl Jam.

Immagine e musica. Senza parole. Trascendenza.

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