Entries in L'intellettuale Organico (3)

4:26PM

Re: comment di Cecilia

Cara Cecilia,
soddisfatta dovresti essere tu: aver trovato la libertà di firmarsi nome e cognome è un bel traguardo. Anche se a lungo sospirato, per te.
Mi pare strano che tu abbia questo astio nei miei confronti, visto che nulla mai ho avuto a che fare direttamente con te, sebbene io sappia chi sei per quell'equivoco che hai alimentato proprio sul mio blog tempo fa e del quale dovresti vergognarti.
Come se tu avessi riconosciuto nel mio "l'intellettuale organico" qualcuno che conosci e che vuoi proteggere. Ma perchè mai? Io, l'ho già detto, e chiaramente, parlo di una figura in generale, poi se tu ne conosci uno o più di uno di personaggio così, io che posso farci?


Nulla osta, ovviamente, al riconoscersi bestia. Contenta tu, contenti tutti.
Io non mi appello Angelo, figuriamoci, ma "bestia" lo lascio tranquillamente agli altri, come auto-riconoscimento.
A questo punto, francamente, ti suggerirei di non seguire più questo mio blog neanche per caso: alla discussione non porti nulla e alla riflessione tanto meno, per di più ti viene anche il mal di fegato. Insomma: cosa lo fai a fare allora?

Soffrirò in silenzio la tua mancanza, promesso.
Buon viaggio. Solitario.

3:44PM

Re: sull'Intellettuale... #1

Ciao “Liberale”,
grazie del commento, innanzitutto. Che merita una risposta malgrado il fatto che sotto il mio post c’è nome e cognome e sotto il tuo commento invece no.

Partiamo dalla fine: pensi che si possa “invidiare” un personaggio come quello che descrivo? Non credo…
E nel mio lavoro, ne ho conosciuto più di qualcuno… di personaggio così. Ecco perché mi sembra ironico (anche se ci sarebbe da piangere…) buttare giù qualche riga su uno spaccato di vita del genere. Diciamo che è parte di un “Casting” della vita che insegna a vivere…

Ultima cosa: tu dici “non condivido ciò che dici ma saresti disposto a dare la vita ecc.” Pensa: questo è uno degli altri fatti che mi hanno stimolato a scrivere questo piccolo saggio a puntate. E che farà parte di un prossimo capitolo. Ti anticipo qualcosa: gli intellettuali organici, dicono esattamente quello che dici tu, ma poi, a conti fatti, quando ti voltano le spalle – è proprio alle spalle che fanno di tutto per discriminarti nel tuo stesso ambiente – “non c’è peggior nemico di… ecc” ricordi?

Ne ho esperienza diretta, pensa che stavo per rivolgermi a vie legali quando fui vittima di tale meccanismo… poi ho visto che tanto, a conti fatti, a nulla poteva nuocermi e, anzi, screditava il personaggio stesso che tali cose andava a dire, e allora l’ho lasciato a intristirsi da solo…

Curioso no?

Soprattutto una cosa: se mi conosci bene vuol dire che frequenti il mio stesso ambiente, e che di personaggi così ne avrai incontrati tanti in giro, e allora ti chiedo, sei proprio sicuro di essere un libero pensatore? Sei proprio convinto di sapere tutto oppure hai sentito tutti tranne il sottoscritto? E ancora, sei così libero da dirmi il tuo nome in modo di poter dialogare con una persona, oppure sei tutt’altro che libero e nelle mani, magari, di qualche intellettuale organico?

Ah, ultimissima cosa, la grammatica. In realtà si tratta di un “refuso” e non di un errore grammaticale, ma hai ragione. È che io non voglio sfruttare correttori di bozze e allora, ogni tanto, un refuso ci scappa…

Lo lascio così, in tuo onore.

Ciao

12:02PM

L'intellettuale organico, la corte e le aspiranti First Lady /1

L'intellettuale organico potrebbe essere disorganico. Se fosse davvero intellettuale. O meglio, se fosse davvero un libero intellettuale.

I numeri li ha, il cervello anche - sembrerebbe - i coglioni un po' meno. Però è bravo. Bravo con le parole, bravo con le ralazioni diplomatiche, bravo con la manipolazione e bravo anche a prenderlo nel sedere.

L'intellettuale organico, nel tentativo di diventarlo (organico), lecca il culo all'organo, ma prima di arrivare a bersaglio è costretto a pascolare nel sottobosco di ignoranti editori sciacalli, di redazioni improbabili, di sottosegretariati opportunisti e markette di vario genere.

L'intellettuale organico è poi un insicuro, insicuro della posizione non ancora raggiunta dopo anni di traballaggio da puttana e poltrone toltegli da sotto al sedere. E l'insicurezza la dimostra in molte azioni che compie, in molte frasi che dice, in molte operazioni che mette in atto nel traffico costante di delegittimazione degli altri.

"il tuo peggior nemico è colui che fa il tuo stesso mestiere" 

L'intellettuale organico questa cosa la sa bene, soprattutto sa che per lui stesso primariamente vale, perché quando uno si sente insicuro nel mestiere che fa, ebbene solo di chi fa lo stesso mestiere può aver paura. 

E il nemico, pertanto, va tenuto a debita distanza.

L'intellettuale organico infatti ha bisogno di una corte intorno, ma di una corte che non pensa, anzi, meglio, di una corte che crede di sapere pensare con la propria testa ma di cui invece l'intellettuale stesso controlla, gestisce e indirizza ogni azione.

Per carità, la corte non ha colpa alcuna: la situazione d'indigenza suggerisce spesso di scendere a compromessi. Ma se il compromesso può essere accettato da chi muove i primi passi, da chi ha bisogno, da chi deve ancora crescere e non si regge in piedi con le proprie sole gambe, lo stesso non si può accettare dall'intellettuale. O da chi si definisce - e si fa definire - tale.

E poi e poi....

(continua...)