Entries in Caffè (107)

10:40PM

Chi mi registra Paolini lunedì?

L’ho segnato tre volte nell’agenda del telefono. Con tanto di tre allarmi.

L’ho segnato domenica alle 13 con qualcosa tipo “domani paolini”. Poi lunedì alla stessa ora con “stasera paolini”, e quindi alle 20 e 30 con sopra scritto “paolini alle 21 e 30 su la7!”.

Ma io non potrò vederlo, perché mi sono ricordato che alle 21 devo andare a tenere una conferenza sullo scatafascio dei media nel nostro paese (e nel mondo). Ergo: mi perderò il fantastico spettacolo di Paolini, in diretta, su La7, alle 21 e 30 di Lunedì. 

Urge che qualcuno me lo registri, che non ho neanche il tempo di capire come funziona l’attrezzo che ho comperato e che permette di vedere e registrare la televisione sul computer, dunque io non posso registrarlo.

E non posso perderlo. Aiuto, please.

4:56PM

Perché scegliere gli interlocutori (ed evitare gli altri)

Io parlo con tutti. Ma discuto con pochi. Per questo spesso mi tacciano di presunzione. Invece è questione di metodo. E di dignità.

Ecco un passaggio fondamentale. È di Carlos Dufour, un filosofo argentino-tedesco di estrazione nietzschana e sovrumanista. Ripreso da un articolo, uscito originariamente con il titolo Aufhebung*, che ho letto sulla rivista “Tierra y Pueblo” in merito alla metapolitica.

“…un altro metodo (della Metapolitica, N.d.R.) fu (è, N.d.R.) quello di aver intrapreso l’ardua opera di leggere i testi del nemico. La pigrizia e il timore sviluppano astuzie infinite. Il pubblico si abitua alla induzione verbale: crede che qualcosa sia così perché così viene raccontata. Ma nessuno si alimenta intellettualmente con mere ripetizioni: un pensiero alternativo presuppone l’esistenza di un Altro, che conviene conoscere prima di criticare. L’opera critica costa sforzi: è necessario leggere con attenzione raddoppiata, porre in gioco le proprie convinzioni e riconoscere che i propri antagonisti potrebbero stare dalla parte della ragione. È qui che cresce la paura di scoprire che, credendosi illuminati dal sole della verità, si è camminato invece per anni nell’ombra dell’errore. Chi si arrischia in tale avventura? Leggendo il nemico, la metapolitica creò un modello di condotta intellettuale”

Ergo: non discuto con chi (evidentemente) non sa. Parlo con tutti, dicevo, ci mancherebbe. Cerco di esporre e convincere con il solo modo di comunicare che conosco e reputo giusto quando si affrontano argomenti di un certo carattere (per esempio politica, filosofia, storia del pensiero): logica e razionalità. Procedendo per implicazioni. Ma quando mi trovo davanti qualcuno che non sa, che non si sforza né si è sforzato e che va avanti per convinzioni che poggiano sul nulla senza alcuna inclinazione quanto meno ad accogliere ciò che gli viene dimostrato, discutere è inutile. È come parlare due lingue differenti.

 

*Aufhebung è un termine hegeliano che in tedesco significa sia “togliere” che “conservare”. Un termine fondamentale. Soprattutto oggi. Ma di questo ne riparleremo.

1:42PM

650cc e sentirli tutti

“Non chiamarla moto” dice il vikingo postmoderno davanti a una Guinnes ieri sera. E ha ragione, almeno a confrontarla con la sua Harley. Sul rumore, poi, non c’è proprio storia (come se sul resto ce ne fosse). La sua fa un casino e fa scattare gli allarmi delle automobili. Ciò su cui vado in giro io invece ha il rumore di una turbina e fila liscio senza una vibrazione che sia una.

Il fatto è che ci voleva un parabrezza che si alzasse e abbassasse con un click (per la signora), una copertura adeguata per quando piove, una certa facilità di parcheggio e brandeggio in città, lo schienalino (sempre per la signora) e un ampio porta tutto sotto, davanti, in mezzo e dietro. Che io non uso (ma la signora sì).

Insomma ci voleva una cosa strategica. La strategia è questa: convincerla passo passo che i viaggi in moto sono veramente la libertà fattasi velocità, vento e profumo. Poi passo passo, piano piano, arriveremo alla Gold Wing.

Ma io non smanetto più da dieci anni, dai tempi in cui non avevo una moto, ma un trapano (per chi se ne intende: roba che sotto i settemila giri sette era praticamente ferma, ma su in alto, oh, su in alto come girava…) e non potevo pretendere un passaggio estremo dai bauli e cappelliere e portatori di beuty case a tre sole tre paia di scarpe in tutto per 15 giorni così, da un momento all’altro. Dunque, per gradi.

E poi, il “coso” (chiamiamolo così), sarà per la ciclistica, per il motore in mezzo invece che sulla chiappa sinistra, per la cilindrata che non è proprio urbana, per le ruote larghe e alte, per l’Over Drive, il cambio sequenziale, il riscaldamento e i quasi 200 Km orari, scooter proprio non si può chiamare.  

Vabè, domani se ce la faccio a superare oggi vado a fare un giro. 

12:22PM

Forse sbaglio io (tempi, richieste eccessive e il resto)

Ma, secondo voi, 3 ore esatte per farsi fare una lista di lavori da fare in una stanza, sono troppe o troppo poche? Oppure sono giuste e io sono un po’ stressato?

9:30AM

La coerenza dell'Italia, tra Craxi ed emissioni di gas nocivi

Che una figura istituzionale decida di intitolare una via a una persona che l’Istituzione stessa ha considerato colpevole, ricercato e latitante, è un po’ come l’Istituzione che offre gli incentivi per comperare le auto ecologiche Euro 4 e allo stesso tempo blocca la loro circolazione per motivi ecologici.

Così, tanto per cominciare la giornata.